Depressione o melanconia

Incontro con la psicoanalisi. Seminari informativi a cura della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica, Membro della European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy in the Public Sector, Sezione Lazio. Roma, 23 febbraio.


Mercoledì 23 febbraio: Pia De Silvestris: “Depressione o melanconia”
Ingresso libero – Prenotazione obbligatoria.
Sede degli incontri: S.I.P.P.: Via Po 102 – 00198 Roma- ore 21
Tel.06/853.58.650 (h.17 – 19) Fax 06/858.00.567, email:sipppspa@tin.it
Legalmente riconosciuta come Istituto di Formazione ai sensi dell’art. 3 legge 18.2.89.56

Published in: on febbraio 20, 2005 at 1:15 am  Comments (1)  

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  1. Sono mortificato da questo stato d’animo… il colore grigio dell’anima che mi accompagna per tutto il giorno .. la sensazione di sentirsi vuoto ed inutile. Odiosa sensazione che mi accoglie ad ogni risveglio.
    I giorni che trascorrono e che scivolano su questo piano inclinato che porta sempre più giù. Il desiderio di aggrapparsi a qualcosa per riuscire a fermarsi. Nemmeno cercare di risalire, ma almeno fermarsi… Il tempo che passa ed inesorabile ribadiscie giorno dopo giorno la mia diversità dalle persone che vivono intorno a me. Il silenzio della solitudine, l’unica voce dentro di me che mi chiede il perchè di questa condanna… Il perchè non riuscire più a sorridere, a sentire le farfalle librarsi sul mio sterno, la consapevolezza che l’unica forma di sopravvivenza stia nel cercare di limitare i danni e rinunciare alla comunicazione, baluardo insuperabile per la mia timidezza. Cercare almeno di vivere, costruirmi interessi e soddisfare la mia curiosità unica mia compagni che ormai mi annoia, perchè ormai sterile. E’ bello condividere la vita. E’ brutto viverla riflesso in uno schermo ed osservarla impotenti.
    Il desiderio di condividere il mio modo di vivere fatto di pure sensazioni, di mille interessi che ardono e che si spengono magari anche nel breve spazio di un giorno, ma pur sempre vitali come un vulcano in costante eruzione… per questo essere giudicati inaffidabili.
    Le persone hanno bisogno di una laghetto tranquillo dove vivere a volte. Se invece uno nasce con l’orizzonte negli occhi e la ricerca delle onde che conducono su spiaggie insolite e stimolanti allora è inaffidabile.
    Perchè l’uomo desidera spesso di autolimitarsi pur di non rischiare di inciampare ?
    La mia incapacità di fingere e di partecipare a quelle dinamiche sociali spesso costruite sul non giudizio e sul non parlarsi pur di non scoprire le proprie debolezze.
    Ebbene non mi vergogno di dire che per alcune cose sono debole. Chi non lo è ?
    Purtroppo ho il difetto di saper riconoscere la mia debolezza e di non vergognarmene. Sono nato così.
    La frustrazione di cercare persone con cui poter parlare e insieme aiutarsi , scambiarsi la forza… niente.
    E’ molto più semplice fingere di non essere sensibili piuttosto che condividere i propri dubbi.


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