Disturbi Alimentari e Terapia Cognitivo-Comportamentale: tematiche significative

Con il Patrocinio di ANSISA Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell’Alimentazione; SISDCA Società Italiana per lo Studio dei Disturbi Comportamento Alimentare.
Arcugnano (VI)


Venerdì 17 marzo: Disturbo ossessivo, Stress, Rimuginio e Perfezionismo nei DCA; sabato 18 marzo: Disagio corporeo e terapia dell’Immagine corporea nei DCA; venerdì 05 maggio: Disturbi di personalità e attaccamento nei DCA; sabato 06 maggio: Gestione multidisciplinare e difficoltà nelle cure.

La Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) rappresenta una terapia significativa e indicata nella cura dei disturbi alimentari. I risultati migliori si ottengono con maggiore probabilità quando terapeuta e paziente ne comprendono appieno i principi e quando le tecniche vengono applicate correttamente.

La formazione proposta in questi incontri sarà di alto livello e risponderà alle esigenze di professionisti competenti nel campo dei DCA. Gli incontri saranno di tipo interattivo e verrà dato particolare rilievo agli aspetti pratici. Nei diversi moduli si affronteranno non solo gli elementi tipici della CBT ma anche l’integrazione con tecniche nate all’interno di altri approcci che si sono dimostrate utili nella cura dei DCA.

Struttura del corso e fruitori
L’intero corso è costituito da 3 moduli a pagamento + una conferenza (sabato mattina 18 febbraio) a partecipazione gratuita. Gli incontri si svolgono la giornata di venerdì e la mattina del sabato. Si potrà partecipare ai diversi moduli singolarmente. Ciascun incontro prevede una parte teorico-introduttiva, una parte applicativa, esercitazioni pratiche, discussione finale. Per gli interventi in lingua inglese è prevista la traduzione consecutiva.

Il corso è indirizzato a medici, dietisti e psicologi impegnati nella cura dei DCA. Per queste figure professionali sono stati richiesti i crediti ECM.
Ogni modulo avrà luogo solo se ci sarà un numero minimo di 30 iscritti.

Quote di iscrizione

Costo
Soci SISDCA o ANSISA e studenti

Intero corso di 3 moduli
600 Euro
425 Euro
+ iva 20% (se dovuta)

Singolo modulo 12 ore
250 Euro
175 Euro
+ iva 20% (se dovuta)

Singolo modulo 8 ore
180 Euro
125 Euro
+ iva 20% (se dovuta)

Sede
Sala Congressi Casa di Cura Privata Villa Margherita, via Costacolonna 20, 36057 Arcugnano (VI), L’incontro del 18 febbraio si svolgerà presso la sala convegni del Viest Strada Pelosa 241 – Vicenza

Segreteria organizzativa e amministrativa
Studio DNA – Sig.na Laura Dolcetta; Telefono: 0444966235; Fax 0444966231;
e-mail: l.dolcetta@studiodna.it

Segreteria Scientifica e Informazioni
Dott.sse Sabrina Valle Roberta Castegnaro o Chiara Cazzola; Tel. 0444997888
dalle ore 09.00 alle 13.00;

e-mail: roberto.ostuzzi@casadicuravillamargherita.it o
dca@casadicuravillamargherita.it

Date degli incontri:
Venerdì 17 marzo: Disturbo ossessivo, Stress, Rimuginio e Perfezionismo nei DCA
Sabato 18 marzo: Disagio corporeo e terapia dell’Immagine corporea nei DCA
Venerdì 05 maggio: Disturbi di personalità e attaccamento nei DCA
Sabato 06 maggio: Gestione multidisciplinare e difficoltà nelle cure

Published in: on marzo 8, 2006 at 5:04 pm  Comments (8)  

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8 commentiLascia un commento

  1. Giro in internet, spinta da modesta curiosità, e trovo molte pagine dove compare il nome del Dott. Ostuzzi, specialista in malattie del disturbo alimentare. Le malattie che si associano al problema del “cibo” sono infinite: cleptomania, sindrome borderline, manie varie, iperattività… e quante pazienti distrutte avete tentato di curare fin’ ora!?!
    Mi chiedo se scrivervi serva a qualcosa e non trovo facile risposta a questa questione, ma desidero fortemente chiedervi di riflettere; il disturbo alimentare (accompagnato o non, studiato, vissuto, sconfitto, o ancora vivo) non é risolvibile con calcoli o probabilità. Si agisce sulla “tensione del filo emotivo” sul quale un malato si dimena, in bilico, nella vita, ma non si contribuisce a curare acutizzando la tensione del filo, della fragilità emotiva di un paziente.
    Non credo in “metodi efficaci” sulle scrivanie a pagamento.
    Non esiste per una persona del mondo “sano” uno “schema alimentare”, né un mondo ovattato come quello che si respira senza fiato, da voi.
    I corsi non servono a molto, nemmeno i riconoscimenti, soprattutto se si continua ostinatamente a portare avanti una terapia che dovrebbe essere idonea a dare cosapevolezza di un problema che nel vostro Centro (come credo in altri) si acutizza soltanto, perché diventa “comunitario”.
    Vi prego di riflettere e perdonate la mia irruenza lessicale.
    M.

  2. Ho sofferto…meglio dire…forse!…sono stata malata di Anoressia!
    Ricoverata nel centro di disturbi alimentari nella casa di cura privata “Villa Margherita”.
    Pesavo 32 kg.
    Il “percorso”…il “cammino”…che ho dovuto fare è stato lunghissimo e…
    Non è terminato: credo, non terminerà mai!
    La prima cosa da capire è…….si!…..è Capire di essere “malati” e,quindi, Bisognosi di cure: ogni malattia va curata,ma…..soprattutto……si deve avere la Voglia e la Volontà di Curarsi!
    Curarsi significa anche lasciarsi “guidare” da medici: avere fiducia in loro e……
    Cammino lunghissimo.
    La DISPERAZIONE in cui mi sono trovata è indescrivibile!
    Oggi sono “apparentemente normale”: ho raggiunto un “equilibrio…un MIO equilibrio che mi consente di Vivere Decentemente e Decorosamente la Mia Vita!
    I problemi non sono “finiti”,anzi….
    Ma….
    Ognuno di noi ha i suoi “problemi”…ha un proprio “equilibrio”…una propria “normalità”……
    La mia Vita?
    lavoro…viaggio…ho Amici…..Amo…..
    Il Cibo?
    un continuo “problema”!
    Il mio Corpo?
    Sempre troppo “ingombrante”!

    …………nella Vita ognuno di noi scende….”raggiunge” dei Compromessi con la Vita per Viverla sempre al meglio, abbandonandosi alle Emozioni in maniera Totale………..

    Servono i medici…serve una “cura”…..servono questi centri di recupero….

    • Capisco.
      Ti capisco..

  3. Salve,
    sono una dietista a cui piacerebbe molto fare un corso di formazione come quello avvenuto lo scorso anno. se avete informazioni su eventi formativi o corsi/master in tema di CBT per DCA e obesità scrivete al mio indirizzo e-mail.
    grazie
    dott.ssa Ilaria Bertini

  4. Maria,no potevi usare parole migliori. E lucide.
    Sulle mie braccia porto ancora le cicatrici di quel posto,nei miei sonni gli incubi del bianco di quelle pareti, dei camici, dei calcoli, delle approssimazioni decimali che hanno decimato molte esistenze senza battere ciglio. Senza attenzione, o con un’attenzione traslata, spostata dalla Persona al Peso quel tanto che bastava a ridare corpo alla persona per farla però uscire privata della sua personalità.
    A distanza di anni ne sto uscendo con l’aiuto di uno psicoanalista, ma quell’anno non lo scorderò mai perchè è stato l’anno che- come tu stessa definisci perfettamente- ha trasformato il mio problema in un problema comunitario (per non dire da comunità, la stessa che mi avevano proposto).

    Esagero a dire che frasi come quelle che scrive Lella mi spaventano? :
    “Oggi sono “apparentemente normale”: ho raggiunto un “equilibrio…un MIO equilibrio che mi consente di Vivere Decentemente e Decorosamente la Mia Vita!
    I problemi non sono “finiti”,anzi….
    Ma….
    Ognuno di noi ha i suoi “problemi”…ha un proprio “equilibrio”…una propria “normalità”……
    La mia Vita?
    lavoro…viaggio…ho Amici…..Amo…..
    Il Cibo?
    un continuo “problema”!
    Il mio Corpo?
    Sempre troppo “ingombrante”!

    Perché ricordano pubblicità, promozione, tiritere imparate a memoria e incastonate in gola con la speranza di poterne sentire il sapore buono a lungo. Ma poi quel sapore se ne và, lascia il posto al marcio del vuoto, all’odore acre del tempo perduto. Perché poi si torna in un mondo che non s’era certo fermato mentre tu te ne stavi al riparo. Mangiare,dormire, urlare, sentire,amoreggiare,fumare a porte chiuse è ben altra cosa dal farlo nelle strade,in relazione con l’Altro. A vivere ventiquattr’ore nella malattia, in una dimensione alterata della vita,con la possibilità di parlare solo esclusivamente con persone che vivono le stesse difficoltà o disagi molto simili,nel farmaco,col giorno scandito dal rumore alternato del carrello del cibo e da quello dei medicinali, ebbene, il rischio che si corre è quello di perdere la realtà,non già di ritrovarla.
    Questa è solo la mia esperienza? No, è esperienza di molti e di molte altre oltre a me. Ma anche se fosse mia soltanto, anche solo per un unico tassello tra le migliaia,non sarebbe comunque necessario e di dovere chiedersi DOVE-e non solo un eventuale SE- state sbagliando?
    Voi ma non solo voi. IL dottor Ostuzzi ma non solo il Dottor Ostuzzi.

    Potrei andare avanti all’infinito, ma vi lascio con due semplici,banali e forse stupide domande:
    1) non trovate bizzarro che ad un buon 60 per cento delle ragazze che vengono ricoverate da voi passi per la testa, una volta uscite-e ancora malate- di iscriversi a psicologia o a medicina? Cos’è, sentono forse che c’è ancora molto da curare e pensano che tutto sommato potrebbero farlo da sole? (mi verrebbe quasi da sospettare che buona parte delle psicologhe e delle dietiste di laggiù fosse malata tanto quanto le pazienti in cura. E non a caso. E non a torto)
    2) no trovate ancor più bizzarro che un buon 90 per cento delle pazienti che se ne escono dalla vostra clinica decidano poi di lasciare lavoro, amori,studi e quant’altro perchè FINALMENTE trovano il coraggio di ammettere d’essere malate? E allora tutto è concesso, o meglio,si decide più o meno inconsciamente che a quel punto è concesso di non far più nulla: dopo tanto dolore visto e vissuto ci si dice (ammettiamolo)ora chi me lo fa fare di spremermi per vivere una vita decente? Ho sofferto abbastanza, ora mi va di morire.

    Non c’è forse una soglia molto stretta, quasi invisibile che separa la malattia vera dalla convinzione forzata di essere malati e percepirsi tali? Una sorta di effetto placebo: mi trattate come malata? D’accordo, allora mi comporterò da malata.

    Sono entrata a villa margherita a forza, ma con la convinzione di avere solo un problema col cibo. Non era verità, c’era un gran sostrato di sangue che mi bruciava sottopelle (lo stesso che per altro voi non avete nemmeno sfiorato) Ma questo non significava che ne uscissi con la convinzione d’essere malata di mente. Perchè questo è ciò che ho creduto per molto tempo. Del resto, dottor Ostuzzi, quando si sentono frasette come questa “mariasole,sa vero che se rifiuta i farmaci nelle condizioni in cui è ,potremmo farla ritenere incapace d’intendere e di volere?”.E ancora:”si è fatta ancora male? aumentate il trillafon” “pensa troppo?passiamo al risperdal” (o meglio, proviamolo con qualche paziente, vero ,dottore?)

    Si chiama ABUSO DI POTERE, se non sbaglio. E si chiama FALLIMENTO TERAPEUTICO e INCOMPETENZA quando si vede entrare una paziente con la pelle distesa e la si lascia uscire quasi col calcio del silenzio piena di cicatrici sulle braccia.
    Ero storta io o è andato storto qualcosa durante quel ricovero?
    Forse- e questa è la mia convinzione più ferma-il punto è che qui c’è qualcuno che ha confuso la medicina col marketing.

    A chi ha orecchie per intendere.

    un grazie di cuore

    mariasole (che non ha più bisogno di mascherarsi)

  5. Wow! Stavo girovacchiando in internet ,avevo letto alcuni articoli di oggi sui disturbi alimentari ( che anche qui negli Stati Uniti sono un bel problema…) e mi e` venuta la curiosita` di cercare notizie del Dott. Ostuzzi e Villa Margherita e sono capitata qui!
    Sono molto ferita nel sentire tali negative opinioni al riguardo. Credo ad ogni modo che ognuno di noi sia diverso , ci sono divere gravita` di malattia e diverse condizioni familiari. Ad ogni modo non voglio star qui a scrivere il libro della mia vita o ad aggiungere ulteriori frasi fatte, solo una cosa : se non ci fosse stato il Dott. Ostuzzi e tutti gli assistenti di Villa Margherita io non sarei arrivata dove sono oggi.
    Sono stata ammalata di anoressia nervosa,tramutata poi in bulima nervosa. Ci sono voluti molti anni,la maturazione del disturbo,la realizzazione di essere malata,il rifiuto di guarire e poi la salita.
    Grazie alla mia famiglia,grazie Dott. Ostuzzi, grazie Villa Margherita. Oggi ho 29 anni, sono sposata ed ho un tremendo bambino di due anni. Sono passati molti anni da allora ma non ho dimenticato nulla e nessuno .
    La mia vita e` completamente cambiata.
    Il cibo? Cerco di mangiare sano se posso, e come tutti mi capita di mangiare meno,troppo o l`abbastanza ma i sensi di colpa non pesano piu`. Qualche pensiero irrazionale girovaga ancora a volte nella testa ma non interferisce con il mio da fare! Mi piace camminare e correre e condividere con amiche queste passioni.
    Si, si puo` guarire! Ad ogni modo ritornando alle critiche, nessuno durante i miei ricoveri a Villa Margherita mi ha mai sforzata a prendere medicinali.
    Grazie e grazie ancora Dott. Ostuzzi e mi piacerebbe tanto poter stringergli la mano e mostrargli il mio bambino.
    Alessandra

  6. è tutto vero. Villa MARGHERITA non ti guarisce. Ti esaspera ancora di più. Sono uscita da poco e non ho paura di andare contro i medici che sapevano solo aumentare la dose dei miei medicinali.
    la cosa più stupida che ha fatto il grande dott.Ostuzzi è stato di dire ai miei genitori che io non sarei mai guarita.
    come si può fare una cosa del genere?
    beh sappia che adesso ce la metterò tutta pur di riuscire a ritornare e dirle che lei è un incompetente.

  7. ti vorrò sempre un mondo di bene Roberto! barbara


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